Arch Linux, breve recensione

Tra le distribuzioni che ho citato in questo articolo, ne manca una alla quale mi sono avvicinato di recente e che mi sta davvero dando notevoli soddisfazioni: Arch Linux.
Questa distribuzione è concettualmente simile a Gentoo, quindi è una “rolling release”: ciò vuol dire che non si è fermi ad una particolare versione della distribuzione (Debian 5, Debian 6, ecc.) ma un aggiornamento di sistema installerà sempre i pacchetti più aggiornati e non ci sarà mai la necessità di operare una “distro upgrade”.
Al contrario di Gentoo, Arch utilizza di default pacchetti precompilati e li gestisce attraverso il tool di gestione “pacman” che quanto a potenza e funzionalità non ha nulla da invidiare ad “emerge” di Gentoo (e quindi, a mio avviso, è molto più potente di yum/rpm e apt-get/aptitude). Inoltre c’è il comando yaourt per installare i pacchetti da sorgente gestendo in maniera automatica le dipendenze analogamente a ciò che fa emerge in gentoo.
Quanto al sistema di repository dei pacchetti, viene utilizzata una politica molto interessante: non ci sono innumerevoli repository di “proprietà” degli sviluppatori per i pacchetti non ufficiali così come avviene nella maggior parte delle distribuzioni (sia le “classiche”, sia Gentoo), bensì c’è un unico grande repository liberamente accessibile chiamato AUR.
La comunità di sviluppo di Arch è davvero vasta e sul wiki si trovano tutte (ma proprio tutte) le informazioni necessarie per l’utilizzo di praticamente tutti i pacchetti esistenti.
Altra caratteristica particolare di Arch è l’organizzazione dei file di configurazione in etc, molto simile all’impostazione “Vanilla” di Slackware: i demoni di avvio si trovano in /et/rc.d ma non sono presenti le classiche directory per linkare i demoni e avviarli (o fermarli) ad uno specifico runlevel: per tutte le configurazioni di sistema si usa un unico file /etc/rc.conf.
Ultima cosa degna di nota: ho installato Arch per “disperazione” in quanto ho acquistato un nuovo portatile con scheda video ATI HD6650M: tutte le altre distribuzioni provate creavano problemi con i driver ATI OpenSource già all’avvio di X, mentre con i driver Catalyst proprietari appariva il logo “unsupported hardware”; Arch, con i driver ATI Opensource, funziona alla grande e senza aver dovuto fare alcuna configurazione!
Nonostante l’hardware del mio portatile sia decisamente importante (Intel core I7 con 8 GB di RAM), ho installato l’interfaccia grafica Xfce: ho un PC senza fronzoli ma che si avvia velocemente. La potenza di un PC con l’immediatezza di un tablet!