7 emendamenti per salvare il Web

Torniamo nuovamente sul problema della norma ammazza-blog di cui abbiamo discusso in passato.
Dopo l’evento “la notte della rete” ci sono state delle consultazioni, però comunque non sono stati fatti passi avanti significativi e il pericolo reale di autocensura è comunque rimasto.
In pratica, a causa di questa norma, chiunque può contestare il contenuto di un qualsiasi articolo e chiederne la rettifica; se questa non avviene entro 2 giorni si rischia una multa che può arrivare fino a 12.500,00 Euro!
Sono stati proposti 7 emendamenti alla legge in modo da escludere dall’utilizzo di questa norma i siti personali, però serve l’impegno di tutti per fare opera di convincimento presso i parlamentari.
Pubblichiamo qui di seguito la lettera di Agorà Digitale con tutte le azioni che possiamo fare per aiutare nell’intento.

Ciao Alberto,

Ebbene si’, abbiamo un modo per disinnescare il nuovo tentativo di estendere a tutti i “siti informatici” compresi blog e siti amatoriali, la rigida regolamentazione della carta stampata in particolare relativamente all’obbligo di rettifica.

Firma per chiedere ai tuoi deputati di sostenere gli emendamenti che disinnescano il comma “ammazza-blog”: www.agoradigitale.org/emendamentisalvablog

L’iter del famoso comma “ammazza-blog” è ripreso assieme a quello del ddl intercettazioni in cui è contenuto e, se approvato, prevederà che qualsiasi persona pubblichi testi in rete, anche in modo amatoriale e per ristrette cerchie di amici, possa ricevere una richiesta di rettifica quando tali contenuti siano ritenuti scomodi da qualcuno. In caso di mancata pubblicazione della rettifica entro due giorni, scatterà una sanzione fino a 12.500 euro. Facile ipotizzare la possibilità di utilizzare in modo intimidatorio tale strumento: qualunque cittadino scriva in rete, non avendo un giornale organizzato con struttura legale disposta a difenderlo, sarà certamente spinto ad accettare richieste di rettifica anche se ritiene di aver scritto fatti reali, attuando cosi’ una forma di autocensura per non incorrere nella sanzione.

È fondamentale restare lucidi e assumerci la responsabilità di percorrere tutte le strade che, nel caso di approvazione della legge, quantomeno evitino la desertificazione del web italiano. Cio’ è possibile perchè, assieme all’iter sul provvedimento iniziato alla Camera nel luglio 2010 e poi sospeso in seguito alle forti pressioni contrarie, rientrano in gioco anche tutti gli emendamenti che erano stati presentati oltre un anno fa.

Ebbene 26 parlamentari (qui i nomi) di PD (8), Radicali (6), UDC (5), PDL (3), IDV (2) e Gruppo Misto (2) hanno presentato alla Camera ben 7 diversi emedamenti che in vario modo cercano di limitare ai soli contenuti professionali ed in particolare alle testate registrate la validità del comma incriminato.

Si tratta di un tesoro inestimabile, tanto più per il fatto di avere una caratterizzazione bipartisan. Attorno ad esso abbiamo la possibilità di raccogliere la disponibilità di chi non vuole aggravare l’anomalia informativa italiana.

Qualsiasi parlamentare può, fino al momento della votazione, apporre la sua firma su tutti o solo alcuni di questi emendamenti, se li ritiene condivisibili.

Vogliamo provare a portare gli attuali 26 firmatari verso i 316 della maggioranza necessaria all’approvazione di tali emendamenti alla Camera?

Invieremo a tutti i deputati la richiamesta di modifica assieme a tutte le firme.

Firma e fai girare: www.agoradigitale.org/emendamentisalvablog

La gestione degli snapshot in btrfs

Btrfs è un filesystem di tipo COW (Copy on Write) sviluppato inizialmente da Oracle e approdato da qualche tempo nel mondo Linux.
Seppur annunciato come il futuro sostituto di ext4, a livello prestazionale non distacca in modo significativo l’ottimo e diffusissimo ext4 (anzi in alcuni casi ext4 è più veloce), però offre alcune funzionalità aggiuntive che lo rendono davvero interessante.
A mio avviso, la funzionalità più interessante introdotta in btrfs è che permette di gestire gli snapshot, funzionalità analoga a ZFS di Solaris.

Cos’è uno snapshot?
Lo snapshot è una “copia storica” di un filesystem, una specie di backup di disaster recovery preso in un determinato istante. Giusto per spiegarlo in parole semplici anche se tecnicamente è più complesso, quando si esegue uno snapshot si ha un volume vuoto sul quale vengono scritte esclusivamente le modifiche successive all’istante in cui si è creato. Questo permette di creare uno snapshot molto velocemente e lo stesso non occuperà lo stesso spazio del volume originale, ma solo lo spazio occupato dalle modifiche. Ovviamente più modifiche vengono inserite (ipoteticamente, più è vecchio lo snapshot) più spazio su disco occuperà lo snapshot.
Per gestire il filesystem btrfs si usa il comando btrfsctl. Per creare un nuovo snapshot si usa il comando:

btrfsctl -s "path snapshot" "path filesystem"

Ad esempio, se abbiamo un volume btrfs montato in /home, possiamo creare uno snapshot con il comando:

btrfsctl -s /home/snapshot.home /home

In questo modo, compatirà una directory /home/snapshot.home contenente lo snapshot di /home.
In btrfs lo snapshot è modificabile per cui sarà possibile modificare sia il contenuto di /home, sia il contenuto di /home/snapshot.home.

I subvolume in btrfs
Esiste una seconda funzionalità di btrfs che può essere associata alla funzionalità di snapshot: i subvolume.
Come già detto, la funzionalità di snapshot si applica solo ad un volume btrfs: come possiamo fare per eseguire lo snapshot di una directory all’interno di un volume btrfs?
Ad esempio ammettiamo di avere il nostro volume btrf montato in /home e di avere all’interno le home directory degli utenti pippo, pluto e paperino… ma di voler creare uno snapshot solo della home directory di pippo.
Per fare questo ci vengono in aiuto i subvolume. Questa funzionalità permette di create dei sotto-volumi virtuali (che si presentano come directory) sui quali sarà possibile agire singolarmente con lo snapshot.
Usando l’esempio precedente, creiamo i subvolume nel volume btrfs /home con:

btrfsctl -S pippo /home
btrfsctl -S pluto /home
btrfsctl -S paperino /home

in modo da avere le tre home directory utente in /home che in realtà sono subvolumi btrfs;
Ora creiamo lo snapshot di /home/pippo con:

btrfsctl -S /home/pippo.snapshot /home/pippo

Un po’ di pulizia
Per cancellare uno snapshot o un subvolume si usa l’opzione -D di btrfsctl. Ad esempio per cancellare lo snapshot di pippo:

btrfsctl -D pippo.snapshot /home

Per cancellare il subvolume di pluto:

btrfsctl -D pluto /home

Intred Spa, un nuovo operatore PEC

La galassia di operatori di Posta Elettronica Certificata presenti sul nostro territorio si espande con la certificazione di un nuovo operatore: Intred Spa.
AZNS ha seguito in prima persona l’iter che ha portato al conseguimento della certificazione, occupandosi della configurazione sistemistica dei server SMTPs, POP3s, IMAPs e Webmail necessari per l’erogazione del servizio, tutto realizzato utilizzando esclusivamente prodotti OpenSource.
Complimenti ad Intred!