La nuova politica di aggiornamento di Firefox

E’ senza dubbio il leitmotiv di questi giorni: Firefox ha appena rilasciato la versione 5 del suo browser, quando era solo da circa un mese che era “sul mercato” la versione 4 e buona parte degli utenti non ha ancora provveduto all’aggiornamento dalla ormai datata 3.6.
Ma non solo: è di oggi l’annuncio che la versione 4 non sarà più aggiornata e che entro l’anno sarà rilasciata sia la versione 6 che la versione 7!

Ma come mai tutta questa fretta? Gli sviluppatori sono presi da un “delirius coding”? Quali sono i pro e i contro di questa politica accelerata?

Partiamo dall’inizio e facciamo un po’ di chiarezza.

Innanzi tutto è bene precisare che Firefox è tuttora il browser più utilizzato: all’inizio c’era Netscape (il cui nome in codice era Mozilla) che una volta reso OpenSource e abbandonato da America on Line a fine anni ‘90, è stato mantenuto dalla neonata Mozilla Foundation che ha creato il “Mozilla Suite”, cioè un insieme di programmi per il web tra cui il browser Mozilla Firefox.
Netscape è stato per molto tempo l’unica alternativa gratuita (ma terribilmente pesante) ad Internet Explorer. Quando è nato Mozilla Firefox, il “pubblico” si è innamorato di questo browser sia perchè è stata migliorata di molto la velocità rispetto a Netscape, sia per il rispetto degli standard HTML e W3C, sia perchè l’architettura totalemente aperta ha favorito quello che secondo me è il reale punto di forza di questo browser: i plugin esterni. Tutto questo, come già detto, ha reso Firefox il browser attualmente più utilizzato al mondo.

Negli ultimi anni si sono affacciati molti altri concorrenti OpenSource: uno di questi è Google Crome, che si è dimostrato particolarmente valido grazie alla sua velocità “turbo”, insidiando la supremazia di Firefox. Molti utenti, difatti, iniziano a preferire Chrome a Firefox, per cui alla Mozilla Foundation si è deciso di correre ai ripari.

Inutile nascondersi dietro ad un dito, quindi: il reale motivo di questa accelerazione nel rilascio di nuove versioni di Firefox è proprio dovuto alla necessità di dover competere con Chrome in termini di velocità, nel tentativo di arginare la migrazione di utenti verso il browser concorrente.

Ma questo servirà realmente a tenersi stretti gli utenti?

La mia opinione è no, proprio perchè a causa di questo velocissimo piano di sviluppo, anche gli sviluppatori di plugin esterni devono essere altrettanto veloci nel rilascio degli aggiornamenti. Ovviamente non si può pretendere che gli sviluppatori esterni, che spesso non hanno alle spalle colossi come la Mozilla Foundation, riescano a tenere il passo dei velocissimi ritmi della casa madre, cosa che porterà inevitabilmente ad avere plugin incompatibili ed inutilizzabili, perdendo quello che è, a mio avviso, il reale motivo di successo, da sempre, di Firefox cioè la possibilità di espansione grazie ad elementi esterni.

Poi solo il tempo decreterà se ho ragione io oppure la Mozilla Foundation…