Storage distributo su Smartphone con SoS

Dopo l’articolo dedicato ad Openstack Swift, sistema per creare storage ridondati e distribuiti geograficamente, analizzamo un nascente protocollo concettualemte simile ma molto più innovativo, il SoS.

SoS è l’acronimo di Storage over Smartphone e si tratta di un protocollo nato dalla collaborazione dell’americana AT&T e la svedese Nokia con Microsoft, in grado di realizzare uno storage ridondato distribuito sugli smartphone.

L’idea è quella di utilizzare lo spazio per lo più inutilizzato delle schede SD degli smartphone di ultima generazione collegati in maniera ormai costante alla rete internet per realizzare uno storage distribuito. Per spiegarlo in maniera semplice, ogni smartphone “cede” una partizione di 1 GB sulla propria SD card alle funzionalità SoS; ogni dato memorizzato all’interno del servizio SoS viene replicato almeno su tre partizioni (e quindi su almeno tre apparecchi smartphone) per garantirne l’alta affidabilità anche in caso di spegnimento o mancata raggiungibilità del telefono.

Un server centrale si occupa di gestire lo storage e quindi di distribuire automaticamente il dato in scrittura all’interno del maggior numero di smartphone possibile e di “proxare” le richieste in lettura in modo da rendere il sistema più veloce: difatti questo server viene aggiornato costantemente anche sulla posizione geografica dei vari nodi, ed è quindi in grado di capire se l’apparecchio che richiede il dato può comunicare direttamente con un apparecchio in cui il dato è presente, anche con connessioni bluetooth o wifi locale e senza passare quindi attraverso la rete telefonica dell’operatire: lo scopo è quello di rendere lo stesso dato disponibile sul maggior numero di apparecchi possibile (tendenza all’infinito) in modo da sfruttare la parallelizzazione dei download per quando il dato deve essere letto.

Sicuramente l’idea che sta alla base è geniale, in quanto si tratta di un sistema di storage distribuito simile concettualmente ai vecchi sistemi di peer-to-peer e quindi virtualmente infinito e ridondato. I dubbi riguardano essenzialmente la capacità di banda consumata dal protocollo in relazione a quella a disposizione degli SmartPhone che potrebbe far “sedere” le reti degli operatori mobili, facendo apparire sul display degli smartphone un messaggio simile a questo: