Distribuzioni Linux: quale scegliere?

Risposta: quella che vi piace di più 😉

Battute a parte, la notevole quantità di distribuzioni Linux esistenti è il punto di forza di questo sistema operativo (sicuramente troverete la distribuzione più adatta alle vostre esigenze), ma dall’esterno spesso si considera questo come una pecca perchè manca una standardizzazione tanto cara a chi arriva dal mondo closed.
Ancora peggio è, a mio avviso, chi fa una “guerra di religione” sulla distribuzione che utilizza denigrando le altre: questo non fa altro che far aumentare l’incertezza per chi, appunto, non è avvezzo a questo mondo e, quindi, facilmente preferirà non spostarsi da ambienti che conosce come Windows o MacOS.

Prima di addentrarci nel mondo delle distribuzioni, andiamo velocemente a capire com’è fatto Linux. Intanto partiamo con un errore: tutti noi parliamo di Linux, però in realtà dovremmo dire GNU/Linux. Difatti, in relatà, Linux è “solamente” il kernel del sistema operativo, cioè quel pezzo di software (che in gergo Linux si chiama pacchetto) che dà delle funzionalità di base e che è atto a dialogare direttamente con l’hardware del computer. Col solo kernel, però, si fa molto poco: per avere un computer in grado di fare qualcosa, si devono caricare altri pacchetti, destinati appunto a fare quel qualcosa. Sono pacchetti, ad esempio la shell (cioè l’ambiente a riga di comando simile al DOS), i programmi per gestire la rete, i programmi per gestire l’ambiente  grafico e così via…
Nel mondo Linux si cerca sempre di riutilizzare ciò che è già stato fatto per cui, ad esempio, un pacchetto per fare da mail server non incorporerà le funzionalità di gestione della rete ma utilizzaerà un pacchetto esterno che le fornisce: in questo caso si parla di “dipendenza”.

Fatta questa premessa, cerchiamo di capire un po’ di più di questo mondo, in modo da avere un piccolo aiuto nella scelta.

Innanzi tutto, premettiamo che nel tempo nel mondo Linux si sono fatti avanti due “colossi”: RedHat e Debian. Molte delle distribuzioni esistenti sulla piazza, in realtà derivano proprio da queste due.

RedHat
RedHat è senza dubbio il colosso commerciale più importante nel mondo Linux. Sua è la distribuzione più utilizzata sui server “corporate”: RedHat Enterprise Server. Questa distribuzione ha la caratteristica di essere “certificata” per la compatibilità Hardware con i server dei principali produttori e di mantenere il supporto anche per le installazioni più datate.
Il principale difetto di questa distribuzione è anche il suo punto di forza: volendo mantenere il pieno supporto alle distribuzioni più datate, RedHat normalmente non rilascia pacchetti aggiornati all’interno della stessa versione, ma crea autonomamente delle patch per levare i difetti dai pacchetti datati. Ad esempio, su RedHat server 5.6 c’è php versione 5.1.6. Nel tempo saranno rilasciate versioni “correttive” di questo pacchetto, però se si vuole installare php 5.3 bisognerà aspettare RedHat 6. Questa politica di “patch successive” permette di avere dei server che si aggiornano anche autonomamente in quanto l’installazione di un aggiornamento non cambierà nulla dello status quo, ma ne migliorerà solamente la sicurezza.
A latere della versione a pagamento Enterprise, la comunità di RedHat segue una distribuzione che invece è totalemente gratuita: Fedora. Fedora è un po’ la “versione di sviluppo” di RedHat Enterprise, cioè quella in cui vengono sperimentati i nuovi pacchetti prima di essere inseriti nella versione Enterprise. Mentre la versione Enterprise per forza di cose è più orientata ai server, al contrario Fedora è una distibuzione valida anche come client, anche se proprio a causa di questa sua poliedricità si tende ad avere server meno ottimizzati.

Se si vuole avere una distibuzione con la filosofia di aggiornamento analoga a quella di RedHat Enterprise – quindi destinata ai server e con gli aggiornamenti “patchati” – ma senza spendere soldi (e senza avere la “certificazione” della casa madre) è nata da qualche anno una distribuzione indipendente che si chiama CentOS che, proprio per queste sue caratteristiche, è molto diffusa su server in cui non si ha la necessità delle certificazioni e del supporto.

Debian
Debian è l’altro colosso di Linux: considerando le distribuzioni ad essa derivate, é senza dubbio quella più diffusa nei di computer con Linux. Questo innanzitutto perchè, al contrario di RedHat, non è una “.com” (.com è il suffisso per le “commercial”) ma una .org (quindi “organization”) e quindi, essendo un ente senza fini di lucro, è molto più vicina al modo di pensare della comunità Linux.
Inoltre Debian, riguardo al posizionamento dei file e al modo in cui sono eseguite le operiazioni, é molto piú simile al mondo Unix tradizionale da cui proviene Linux rispetto a RedHat e ciò la rende piú “pura” agli occhi degli utilizzatori.
Debian, segue una strada diametralmente opposta per gli aggiornamenti di sistema rispetto a RedHat: in quanto non prevede un sistema di patching successive ma installa di volta in volta nuovi pacchetti in maniera interattiva chiedendo in caso all’amministratore conferma per la sostituzione di pacchetti il cui funzionamento potrebbe interrompersi.
D’altro canto, proprio per preservare la stabilità dei sistemi, Debian è un pachiderma che prima di rilasciare un nuovo aggiornamento…
Proprio per sopperire a questa lentezza, da Debian deriva la famosissima distribuzione Ubuntu che possiamo vedere come la “Fedora di Debian”: aggiornamenti molto più veloci, anche se ogni tanto qualche pericolo lo si corre… Ubuntu viene rilasciato in due versioni: “normale” con gli ultimi aggiornamenti ed “LTS” (Long Term Support) con aggiornamenti a lungo termine e quindi destinata ai server. Inoltre, il CD di installazione può essere scaricato nella versione “Server” o nella versione “Client” a seconda di ciò che andremo ad installare.
Da Ubuntu, a sua volta, derivano altre distribuzioni, quasi tutte ottimizzate per l’utilizzo su client. Degna di menzione, secondo me, è Linux Mint che è la distribuzione client linux più immediata ed elegante con cui ho avuto a che fare.

E per chi non vuole adeguarsi?
Le distribuzioni che non seguono i due colossi sono molte, elencarle tutte sarebbe impossibile. Degne di nota sono, a mio avviso, SUSE che è un prodotto di Novell che essendo di origine tedesca ha un suo seguito importante nel vecchio continente, soprattutto per la localizzazione (traduzione) molto ben fatta e per la semplicità di utilizzo della versione Desktop. Al pari di RedHat/Fedora, ha una versione Enterprise e una versione sviluppata da una community che si chiama OpenSuse.
Altra distribuzione indipendente ma con un discreto seguito è Slackware il cui discreto seguito di ulizzatori è dovuto al suo scopo iniziale, cioè quello di essere la distribuzione Linux più simile a Unix.

E per gli smanettoni?
Abbiamo analizzato le caratteristiche fondamentali delle distribuzioni più diffuse, ma in tutti questi casi vale un asintoto: a meno di fare una ricomplilazione, i pacchetti sono precompilati, quindi si installa il binario per il proprio hardware con i relativi file di installazione.
Esiste una “distribuzione” un po’ particolare e a mio avviso degna di nota: Gentoo. Questa distribuzione, difatti, non prevede alcun pacchetto precompilato ma crea un ambiente in cui sono automatizzate tutte le procedure necessarie a compilare automaticamente i pacchetti. Si parte con un CD autoavviante, si partiziona manualmente il disco, si scaricano i pacchetti base precompilati (stage3) e l’elenco dei pacchetti installbili (portage), quindi si esegue il chroot, si fanno le personalizzazioni e da qui si parte a ricompilare il sistema.

La differenza tra una distribuzione come Debian o RedHat e Gentoo e la stessa differenza che intercorre tra un abito firmato e un abito fatto da un sarto artigianalmente: è una filosofia totalemte diversa, però in qualsiasi caso sarà sempre meglio di un paio di jeans dei cinesi!

E per chi è più smanettone degli smanettoni?
Perchè ingabbiare la propria creatività ad una distribuzione? Quello che vi serve è un po’ di coraggio ed una guida che vi aiuti nel creare il vostro sistema da zero: Linux from Scratch è ciò che fa per voi!

…ma alla fine cosa scegliere?
Ribadisco, ciò ci piace di più e ciò che meglio si adatta alle vostre esigenze: comunque con Linux si cade in piedi.
Se avete letto fin qui, forse avrete già capito cosa ho scelto io:

Server: per server di “tutti i giorni” che non hanno un carico di lavoro importante (ad es. i DNS o i Radius) uso indifferntemente CentOS, Debian oppure Ubuntu LTS. Per i server più stressati (Web Server e MySQL) uso Gentoo.
Client: ho usato per molto tempo Fedora della quale ho avuto un’ottima impressione, poi ho voluto provare Gentoo anche sul client e ora, come già detto, sono molto soddisfatto di Linux Mint che consiglio vivamente anche a chi proviene dal mondo Windows e vuole provare una alternativa facile.

Però, tutti nella vita dovrebbero provare a farsi il proprio sistema operativo con Linux From Scratch: è una procedura lunga e complessa; alla fine sarà difficilissimo mantenere il sistema aggiornato, ma solo così si può capire a fondo il funzionamento di Linux e dei suoi comandi e alla fine la soddisfazione è immensa… come esperienza a me ha portato la totale indifferenza all’uso di diverse distribuzioni e grande ilarità quando qualcuno fa, appunto, guerre di religione su quale distribuzione usare.